10/06/2009

Tema sul cammino etico-religioso dell'innominato, articolo di giornale

Il travaglio etico-religioso dell’innominato. In un articolo di cronaca metti in luce per i tuoi lettori il cammino che porta l’innominato alla conversione facendo pure riferimento a situazioni simili di oggi.

Critica riguardo la toccante conversione dell’innominato

Conversione: cosa avviene?

Il cambiamento di un uomo che ritrova la sua spiritualità

"Dio v’ha toccato il cuore e vuol farvi suo” rispose pacatamente il cardinale. “Dio! Dio! Dio! Se lo vedessi! Se lo sentissi! Dov’è questo Dio?” “Voi me lo domandate? Voi? E chi più di voi l’ha vicino?”.

Questa sicuramente è una delle parentesi più importanti incontrate nell’arco dei ‘ Promessi Sposi ’.

All’interno del romanzo le tematiche trattate sono molteplici,ma la parentesi religiosa è sicuramente una delle più impegnative e più decisive per l’andamento della narrazione.

L’innominato è tra l’altro un personaggio fondamentale nel romanzo, e quello in cui Manzoni si rispecchia maggiormente.

La conversione di quest’ultimo è molto travagliata e il momento cruciale nel corso del suo cammino è sicuramente l’emozionante incontro con il Cardinale Federigo Borromeo.

In quest’incontro l’innominato trova la legittimazione e la definitiva razionalizzazione della sua conversione. L’Innominato attraverso un pianto liberatore si libera definitivamente dal tormento che l’aveva portato alla conversione e trova la forza di tradurre in opera e in azioni la sua nuova anima illuminata dal bene. L’Innominato resterà anche da convertito un uomo d’azione, fare del bene nel concreto sarà la sua nuova missione.

Il principio della conversione dell’innominato si ha fin da quando egli comincia a provare rimpianti per le sue scelleratezze, e fin da quando queste scelleratezze si risvegliano nella sua memoria, se non nella sua coscienza, tutte le volte che ne commette una di nuovo. Già un segno di una prima crisi della sua coscienza è in quel dispetto provato, per aver preso quel brutto impegno con don Rodrigo [cap. XX]. Il Manzoni, per questi preliminari della conversione, usa parole assai caute: parla di risveglio nella memoria e non nella coscienza, di dispetto e non di pentimento. Poi, in ultimo, parla di ripugnanza, usa una parola più grossa; ma la ripugnanza è sempre anche essa qualcosa di vago e di oscillante e di contraddittorio. "Una certa ripugnanza provata ne’ primi delitti, e vinta poi, e scomparsa quasi affatto, tornava ora a farsi sentire". Difatti, se pure non per contraddire, il Manzoni aggiunge: "Ma in que’ primi tempi, l’immagine di un avvenire lungo, indeterminato, il sentimento d’una vitalità vigorosa, riempivano l’animo d’una fiducia spensierata".

I rimpianti, il ricordo di determinate situazioni, il dispetto, la ripugnanza sono ancora stati d’animo vaghi che non giungono ad essere un pensiero consapevole. E per questo noi li abbiamo chiamati i preliminari della conversione.

La conversione vera e propria comincia quando quegli stati d’animo salgono nella sfera della meditazione, si riconoscono in un pensiero, si puntualizzano in una domanda, in un problema.

Ebbene l’innominato esce dagli stati di animo sospesi, e si avvia verso una nuova filosofia, verso tutta una nuova visione della vita, quando esclama e si domanda: "Invecchiare! Morire! e poi?". È questo pensiero della morte, a cui si congiunge inevitabilmente il pensiero dell’al di là, che inizia la conversione religiosa dell’innominato.

In questo arco della narrazione si coglie il profondo concetto di Dio che aveva il Manzoni.

Per il Manzoni, una conversione viene sempre dal di dentro, gli incontri ed i colloqui con gli altri uomini sono soltanto una parte di quella conversione.

Di fatto tramite la figura del Cardinale Borromeo, Manzoni esprime questo suo concetto:"Non ve lo sentite in cuore, che v’opprime, che v’agita, che non vi lascia stare, e nello stesso tempo v’attira, vi fa presentire una speranza di quiete, di consolazione, d’una consolazione che sarà piena, immensa, subito che voi lo riconosciate, lo confessiate, lo imploriate?".

Nell’arco della narrazione Manzoni esprime tre concetti fondamentali che portano alla conversione dell’innominato: il sentimento della morte,il sentimento della presenza di Dio e il sentimento del giudizio universale, che viene espresso dallo stesso autore tramite queste parole: "Ne’ primi tempi, gli esempi così frequenti, lo spettacolo, per dir così, continuo della violenza, della vendetta, dell’omicidio, ispirandogli un’emulazione feroce, gli avevano anche servito come d’una specie di autorità contro la coscienza: ora, gli rinasceva ogni tanto nell’animo l’idea confusa, ma terribile, di un giudizio individuale, d’una ragione indipendente dall’esempio; ora, l’essere uscito dalla turba volgare de’ malvagi, l’essere innanzi a tutti, gli dava talvolta il sentimento d’una solitudine tremenda".

Manzoni in questi tre momenti ci ha saputo descrivere tutto il capovolgimento di una visione della vita.

In realtà nel romanzo l’ultimo sentimento che ha portato alla conversione dell’innominato non è stato il sentimento del giudizio universale,bensì il sentimento della presenza di Dio.

Manzoni realizza appositamente questa disposizione, poiché chiunque può avere una visione religiosa della morte e chiunque può avere una visione religiosa di giudizio, ma per sentirci al centro di una religione dobbiamo riuscire ad ammettere l’esistenza di un qualcosa/qualcuno superiore a noi e che dimora dentro di noi, al di fuori della nostra volontà. Ed è quello a cui giunge l’innominato, il quale fin da questo momento dunque si converte non già ad una vaga e generica religiosità, ma ad una precisa, puntuale e positiva religione.

Ancora al giorno d’oggi sono presenti episodi di questo genere. Per esempio il vicedirettore del corriere della sera Magdi Allam.

Quest’ultima è stata una notizia di fatto alquanto clamorosa,di fatto sono stati tanti i commenti su questa vicenda: «il più noto musulmano d'Italia, scrittore iconoclasta che condanna l'estremismo islamico e difende Israele», «vicedirettore del Corriere della Sera le cui idee hanno suscitato l'ira di alcuni musulmani».

Quest’atto che da molti è stato accolto con felicità ed approvazione, da molti altri è stato accolto con critiche e disapprovazioni: «Il papa rischia la furia dei musulmani battezzando un controverso giornalista», «rischia di rinfocolare la rottura con il mondo musulmano».

In ogni caso,questi sono degli episodi dai quali chiunque ha da imparare,e che chiunque dovrebbe guardare ed osservare con attenzione, con rispetto e con approvazione.

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